
Il mio bisogno di dipingere nasce
dall'intima esigenza di raccontare emozioni.
Il mio bisogno di dipingere nasce
dall'intima esigenza di raccontare emozioni.
Nella maestosa cornice di Villa Piercy, gioiello architettonico che custodisce pagine indelebili della storia sarda, la mia arte diventa parte di un racconto straordinario.
Dopo un lungo periodo di ricerca interiore e artistica in un continuo viaggiare sulle strade di molta Europa, questa mostra segna il punto di ritorno alle radici.
Non desidero una puntuale descrizione dell’abito tradizionale, piuttosto aspiro a mettere in luce le persone che sentono l’abito tradizionale una componente essenziale del loro essere.
Ci sono maschere che, quando le incontri, incantano.
Ti guardano dentro, ti spogliano di ogni difesa e riempiono l’aria di magia.
Ci sono maschere che ti guardano dentro e passando dal cuore
alimentano emozioni perse nel tempo.
I ritratti sono in assoluto ciò che più mi piace dipingere, immagino per via delle emozioni che trasmettono gli sguardi. Mi sembra quasi di poter dare vita ad un quadro, infondergli un pezzo di anima.
Realizzare un ritratto è come essere osservati dalla tua stessa opera.
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Sono molto interessato alle emozioni nascoste nel profondo dell’essere umano. Non mi interessa la perfetta descrizione della realtà, non presto attenzione e ciò che gli occhi fedelmente riportano, quanto piuttosto a ciò che gli sguardi raccontano ed i volti nascondono.